Quando tocchi il fondo, inizia la salita.

“Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e ad uscirne vivo.”

“Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.”

Così recita il passo di un libro dello scrittore giapponese HARUKI MURAKAMI, ed è così che mi sentivo una manciata di anni fa e, infatti, solo io so come ho fatto ad attraversare la mia tempesta: con il marketing a Risposta Diretta che mi ha salvato da una triste fine!

La buona notizia è che ce la puoi fare anche tu se cominci ad entrare nel mondo magico del… non si fa più impresa come ai tempi del nonno Gianni.

Il trucco è sempre lo stesso. Non è cambiato!

Guarda la STORIA e capirai…

Non è proprio esattamente necessario in Italia occuparsi del BRAND. Certo che lo devi avere, ma non è la cosa su cui devi puntare all’inizio per uscire dalle sabbie mobili in cui sei caduto un bel po’ di tempo fa.

La tua priorità è senza dubbio quella di RI-partire dai tuoi già clienti effettuando una profonda analisi strategica.

Tuttavia, la maggior parte delle aziende che hanno avuto successo nel mondo erano quelle aventi un unico marchio, decisamente noto a tal punto da essere un BRAND.

Ibm, General Electric, Xerox, Sony, Siemens.

Qualcosa, però, oggi è cambiato: la maggior parte delle aziende con un unico brand è in seria difficoltà e il motivo è legato alle linee estese.

Utilizzare lo stesso marchio per gestire l’immagine di altri prodotti appartenenti ad altre categorie è (e sarà) la causa di tutti i mali.

Ecco perché devi guardare (e studiare) la STORIA.

Vuol dire sistematizzare quello che negli ultimi 100 anni è successo per davvero.

Credi che all’università ti dicano queste cose? No, non lo fanno. Studi solo teorie accademiche e te le fai fritte.

Allora, come precedentemente detto, anche se non è la prima cosa di cui tu (in Italia) ti devi preoccupare se hai un’azienda, è importante comprendere che…

“Solo perché un’impresa è ben conosciuta in un campo non vuol dire che possa trasferire questa fama in un altro campo. Il tuo brand può essere leader in una categoria e ZERO in un’altra.”

 

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Tutti i migliori manager ed esperti del mondo continueranno a scrivere… fiumi di inchiostro (per esempio) su AMAZON.

La realtà dei fatti è che anche il colosso della LIBRERIA + GRANDE DEL MONDO ha esteso la sua linea. Oggi Amazon vende di tutto.

Male, molto male e – ancora una volta – sarà la storia a dirci che ciò è sbagliato.

Tempo, la storia ha soltanto bisogno di tempo.

Tornando al tuo mondo quotidiano, italiano, sicuramente dovrai stare più largo in termini di business. Ma ti sconsiglio ugualmente di vendere tutto a tutti con lo stesso marchio.

Piuttosto, prima comprendi che siamo in GUERRA, meglio è…

Senti questa: di recente, mentre ero sul treno, ho assistito a una conversazione interessante che mi ha offerto diversi spunti di riflessione.

Davanti a me avevo un giornalista e un manager, che parlavano delle guerre in Medio Oriente.

“Che vuoi farci, da quelle parti è un calderone in continua ebollizione! Mica come da noi, dove la guerra non esiste più da mo’.’”, aveva tagliato corto a un certo punto il giornalista. Il manager lo aveva guardato con un sorrisetto ironico.

“Ah, secondo te da noi la guerra non esiste? Io non direi.”

“Bè, dai: mi sembra evidente. Dove le vedi le guerre, qui da noi? È un dato di fatto che dalla seconda guerra mondiale in poi ce la siamo cavata alla grande! In fondo credo che non sia mai esistito – almeno qui da noi – un periodo di pace così lungo.”

“Mah, io non direi. A me sembra che in realtà la guerra esista ancora e che si sia semplicemente spostata su altri fronti, dove in realtà c’è chi, la guerra, la fa tutti i giorni. Stesse regole, stesse quantità industriale di cadaveri, uguale sorte per i vincitori che una volta saliti sul carro devono scendere e tornare a trincerarsi per difendere ancora il bottino.”

Il giornalista lo aveva guardato dubbioso. Era chiaro che non ci stava capendo una mazza. Io invece, iniziavo a intuire cosa volesse dire il manager… il quale infatti – tempo due secondi – confermava in pieno le mie intuizioni.

“Quello che voglio dire è che la guerra si è semplicemente spostata dalle trincee al mondo del business e della vendita. Facci caso, in fin dei conti anche il linguaggio è lo stesso. La vendita ha i suoi strateghi, le sue strategie di attacco – e di difesa – ha le sue spie, i suoi morti. Credimi, di primo acchito sembra una guerra molto più edulcorata eppure gli spargimenti di sangue ci sono. Solo che li misuri in modo diverso.”

Si vedeva che – io e il manager – eravamo fatti della stessa pasta e soprattutto che bazzicavamo lo stesso mondo. C’è poco da fare, il tipo davanti a me aveva perfettamente ragione. Anzi, volendo, potevo anche portare avanti la sua riflessione e spingermi ancora più in là rendendola addirittura più provocatoria.

Il marketing moderno è una guerra a tutto campo. Sì, proprio così: arte militare allo stato puro. Il tuo nemico è la concorrenza e tu… bè, tu sei un cecchino, che per sopravvivere deve fatturare alla grande.

Un tiratore scelto (alias: cecchino o scout) è una persona addestrata ed equipaggiata per colpire con precisione bersagli molto distanti.

Non sparare nel mucchio: questa brutta cosa la fai con la pubblicità tradizionale. 

E-V-O-L-V-I-T-I

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