Se non sei un topo, sei un pesce! Se non sei un pesce, sei un topo!

Stavolta facciamo che tu sei il pescatore e i tuoi clienti i pesci.

Questa frase, brutta e cattiva, nel marketing significa una sola cosa: profilazione!

Che non è una cosa che puoi fare ad-Cazzum, no… perché serve una certa preparazione e cultura del marketing (diretto).

La profilazione dei clienti è un passo fondamentale per la buona riuscita di qualunque strategia di successo.

Ovvio! Ed è per questo che serve un’accurata analisi professionale dei tuoi clienti… cioè della gente che abboccherà al tuo amo.

Parola d’ordine, quindi, PROFILAZIONE.

Ma <<FranG!>>, cosa significa profilare?

Vuol dire raggruppare i tuoi contatti in base ad abitudini e preferenze di acquisto, punto del funnel (benedetto imbuto) in cui si trovano, prodotti visualizzati e molto altro ancora; ciò ti permetterà di inviare comunicazioni altamente personalizzate, aumentando l’engagement e le conversioni.

🤘 Aumenta tutto, pure la pressione!

In Italia oggi sono circa 21 milioni i clienti che comprano sul web. La crescita registrata negli ultimi due anni è del 26% e questo trend non accenna alcuna flessione, anzi. Acquistare online è una vera e propria evoluzione del comportamento sociale, un fenomeno destinato a durare e crescere nel tempo.

Con il moltiplicarsi di opportunità d’acquisto sul web i clienti sono diventati molto esigenti, ciascuno con specifiche necessità e aspettative. Per questo motivo non è più consigliabile comunicare con tutti i contatti di un database nello stesso modo, ma è necessario adottare soluzioni, atteggiamenti e messaggi altamente personalizzati, per coinvolgere, soddisfare e fidelizzare i clienti.

Questo permetterà al tuo brand di distinguersi in un mercato come quello attuale quanto mai ricco, vario e competitivo in ogni settore.

La profilazione è un’attività che può essere svolta (anche) automaticamente, ma solo in parte, con apposite piattaforme e che implica raccogliere le informazioni anagrafiche dei clienti, la locazione geografica, i dati legati ai comportamenti, alle interazioni, alle abitudini, ai gusti personali, al fine di predirne desideri e aspettative.

Generando un database con le caratteristiche di ogni cliente, si avrà la piena conoscenza dei propri consumatori, che sarà alla base di qualunque successiva strategia di marketing o remarketing.

Conoscere i propri prospect e clienti ti aiuta a creare un rapporto one-to-one con loro, dove il cliente, con le sue necessità e comportamenti, è il fulcro di tutto il processo. Ti permette di offrire a ogni persona contenuti, servizi e prodotti studiati in base alle singole esigenze, quindi più pertinenti, e nel momento più opportuno per guidarla nel funnel e generare conversioni.

Perché, se ancora non l’hai capito, non puoi più vendere come si faceva un tempo.

L’era dei prodotti vuoti o degli scaffali vuoti è finita già da un pezzo. Ora… i vuoti, ci sono solo nella mente dei clienti e dipendono esclusivamente dalla percezione che hanno di te e del tuo Brand.

È basilare seguire e tracciare le preferenze del proprio cliente, ma anche di anticipare i suoi bisogni e desideri. Non solo quindi riproporre all’utente prodotti già acquistati in passato, ma anche suggerire acquisti che potrebbero interessargli in futuro. Maggior personalizzazione nella proposta, significa maggior coinvolgimento, maggior ritorno sugli investimenti e più guadagni per il tuo BUSINESS.

Come ti ho detto, le informazioni raccolte ed elaborate, tornano utili per fornire la perfetta customer experience. Ma per fare questo, oltre a un’attenta segmentazione, sono necessari contenuti di qualità, che creino engagement e che accrescano il valore del tuo brand, portando le persone a rivolgersi a te per soddisfare i loro bisogni e mantenendo alto e costante nel tempo il loro coinvolgimento.

Però, c’è un però: all’inizio di questo articolo, non ho scritto ad-Cazzum a caso.

Come mettere d’accordo profilazione clienti e privacy? Per poter raccogliere e utilizzare i dati dei clienti senza incorrere in sanzioni, occorre rispettare alcune regole e normative.

Questo perché siamo piuttosto pazzi, cioè governati da pazzi. In America, infatti, la privacy NON esiste.

In particolare, il Regolamento Europeo 679/2016 (GDPR) sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018 in tutti i Paesi Europei, tratta con attenzione proprio il tema della profilazione dei clienti, che viene ritenuto un processo che va ad impattare notevolmente sulla questione della privacy.

Sarei tentato di dire giustamente, ma la patata è assai bollente.

Nel nuovo regolamento Europeo la profilazione viene definita come: qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica.

Il Regolamento individua una potenziale pericolosità dell’attività di profilazione automatica, che potrebbe infatti ledere la libertà e il diritto alla privacy dei soggetti interessati. Per questo motivo in primo luogo, ai sensi del regolamento, ogni utente deve sempre essere informato in modo trasparente chiaro, completo ed esaustivo sullo svolgimento o meno dell’attività di profilazione e sulle modalità di trattamento dei dati.

All’utente dovrà essere richiesto un esplicito ed inequivocabile consenso volontario a tale trattamento.

Dalla nuova normativa sono stati anche ampliati i diritti a tutela degli utenti, aggiungendo alla possibilità di cancellazione e rettifica già precedentemente in vigore, anche il diritto all’Oblio, ossia una cancellazione profonda da tutte le banche dati. Infine, è stato introdotto anche il diritto alla Portabilità del dato, cioè la possibilità di rivolgersi al titolare del trattamento dei dati (l’azienda) per far trasferire i propri dati a una nuova società.

In sintesi: in Italia, e poi in Europa, siccome siamo dei CANI nel fare marketing, ci è toccata questa fottuta punizione.

Questo perché, detto francamente, abbiamo rotto le palle (e lo facciamo ancora!) chiamando a FREDDO le persone che non ci hanno chiesto nulla.

Perché noi dobbiamo vendere e per questo siamo disposti a buttare giù dalla nave 3 mila persone.

Poco ci importa se, alla fine, avranno comprato solo in 10.

Auguri a tutti… ITALIAAAAAAAAAAAAANI!