Se sei debole di cuore… NON leggere quest’articolo!

Ciao…

Carl Phillip Gottlieb von Clausewitz è nato a Burg in territorio prussiano nel lontano 1780: lui non lo sa, non ne ha avuto il tempo, ma è stato e sarà sempre uno tra i più importanti *strateghi* del marketing a livello mondiale.

È l’ultimo di quattro figli di una famiglia appartenente alla piccola borghesia. Suo nonno era stato professore di teologia, il padre – invece – luogotenente nell’esercito prussiano. Carl a dodici anni si arruola nell’esercito. Due anni più tardi viene promosso ufficiale e partecipa alle Campagne del Reno, durante le quali la Prussia invade la Francia rivoluzionaria, e successivamente alle guerre napoleoniche. Presto entra nell’accademia militare di Berlino dove stringe amicizia con il generale Gerhard von Scharnhost, con cui collaborerà nel tentativo di riformare l’esercito prussiano. La vita, si sa, non fluisce in modo scorrevole per tutti e, infatti, Carl comincia ad assaporare anche il brutto dell’esistenza umana. Viene catturato dai francesi in seguito alla sconfitta di Jena e tenuto prigioniero in Francia per qualche anno. Tornato in Prussia, si impegna assieme a Scharnhost nella riforma dell’esercito e frequenta l’élite letteraria e intellettuale di Berlino. Qui conosce la contessa Marie von Bruhl e la sposa. Promosso maggiore, viene nominato professore all’accademia militare appena riformata e responsabile della formazione militare di Guglielmo I, per cui scrive un libro intitolato “Principi della guerra”. Carl, però, era una testa calda e ribelle: presto rassegna le dimissioni dall’esercito prussiano in disaccordo con la politica filo-francese imposta dalla pace di Tilsit, e si trasferisce, come altri ufficiali – tra cui il suo adorato Scharnhost – in Russia. Paese che vai, tenda che metti! Membro dell’esercito russo, Carl partecipa ai negoziati che spingono la Russia ad abbandonare la Francia e a unirsi con la Russia e la Gran Bretagna nella coalizione che sconfiggerà definitivamente un certo signor NAPOLEONE e i suoi alleati. Ma può mai essere piatta la vita di un uomo così straordinariamente particolare? NO! Un po’ avanti e un po’ indietro. Carl rientra in Prussia e partecipa – alla guida del suo esercito – alla conclusiva battaglia di Waterloo. Successivamente viene promosso a generale (finalmente!) e direttore dell’accademia militare. Proprio in questo periodo lavora alla stesura dell’opera che rivoluzionerà, a sua insaputa, per l’appunto, il marketing. Vom Kriege, questo il titolo, verrà pubblicata postuma – incompleta – dalla moglie. La contestualizzazione è d’obbligo: per via dell’insurrezione polacca che fa presagire la possibilità di una nuova guerra, Carl Phillip Gottlieb von Clausewitz viene inviato al confine con la Polonia come Capo di Stato Maggiore. Muore il 16 novembre 1831 a Breslavia in seguito a un’epidemia di colera. Aveva 51 anni. La guerra è dunque un atto di mera forza per ridurre l’avversario al nostro volere e la forza si arma delle scoperte dell’arte e della scienza per affrontare la forza stessa. La forza è il mezzo; ridurre il nemico alla nostra volontà, lo scopo. Partendo da questo assunto, dobbiamo precisare che la guerra può soltanto essere spietata e crudele. Ed è giusto che sia così. Non può esistere alcuna forma di attività bellica di stampo moderato: i filantropi di tutti i tempi penseranno pure ad una guerra moderata ossia ad un modo perfezionato di neutralizzare l’avversario senza causargli troppo male. Per quanto tutto ciò faccia un bell’effetto, occorre distruggere quest’errore madornale.

È un controsenso. La guerra è sangue, la guerra è morte, la guerra è orribile.

Il vero marketing non studia l’economia, i prodotti e i servizi da vendere (quello che si insegna nelle università di tutto il mondo!). Non studia neppure i mercati. Un’azienda non avrà successo per la legge della domanda e dell’offerta o grazie a quella di Pareto. Le quattro “P” ataviche non cambieranno la tua impresa.

Scopri come entrare in guerra e annientare il tuo nemico assieme a Frank Lanterna. 

 

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E quindi…

In totale contro-tendenza, invece, il VERO marketing è pura arte militare.

È strategia e tattica di guerra – di prim’ordine – applicata al business.